Per un’ Architettura Consapevole

Sono dati ufficiali, noti e condivisi che circa il 40% del totale delle emissioni di Co2 è legata al mondo dell’edilizia, così come il 50% del consumo dei materiali e delle risorse della crosta terrestre, ed il 25% dei materiali che finisce in discarica.*

Dagli anni ’60 del secolo scorso, abbiamo assistito alla trasformazione dell’edilizia da un’ attività legata a precisi bisogni della comunità, ad un processo disconnesso dalla reale esigenza abitativa e rispondente a bilanci di costi-ricavi, con un approccio utilitaristico volto solo al guadagno.

Questa interpretazione sostanzialmente economica del mondo dell’edilizia, dove il fine non è più abitare ma generare il massimo profitto, ha prodotto interventi urbanistici e architetture frutto di logiche di mercato, senza la necessaria attenzione nei confronti delle connessioni tra Architettura, Umanità, Spiritualità e Ambiente naturale.

Come se l’uomo non fosse natura, ma altro da essa. 

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Le tecniche costruttive convenzionali in edilizia sono spesso insostenibili ed insalubri, per noi e per l’ambiente; esse sono sembrate le più logiche e necessarie soltanto perché l’equilibrio naturale della convivenza fra l’uomo ed il pianeta è stato sconvolto da un modello di sviluppo sociale visceralmente legato ad un’ economia malsana, schiava di un profitto economico quasi sempre in contrapposizione ad un reale benessere, che ci facesse evolvere verso un’auspicabile armonia con il tutto.

È per questo che progettare secondo i dettami della bioclimatica e costruire con materiali  naturali nella maniera più semplice e serena, appare ai più come una pratica per eccentrici ecologisti; una contrapposizione rispetto al progresso della scienza e della tecnica, anziché un’ opportunità, al momento l’unica praticabile, per invertire rotta ed iniziare a costruire in maniera sicura, sostenibile e salubre, fermando questa degenerazione ambientale che sta seriamente minando il futuro delle generazioni a venire.  

Questa logica non vale solo per l’edilizia, ma anche per altri aspetti della società umana, come l’agricoltura per esempio, dove sembra non essere più possibile fare a meno dei pesticidi.

Spesso la sensazione è che la società  stia andando in una direzione opposta al buon senso, o quantomeno navighi in un’ipnosi di attivismo furioso, dove ormai tutte le attività girano troppo in fretta, senza più un rapporto armonioso con l’esistenza, quasi ignorandone e sostituendone i ritmi naturali, attraverso l’artificio di una vita preconfezionata, da vivere in fretta, distratta da tanti inutili oggetti.

Negli ultimi anni il numero delle persone interessate all’architettura naturale è comunque notevolmente aumentato; pur vivendo nei ritmi forsennati della quotidianità contemporanea, si sono iniziati ad avvertire dei cattivi presentimenti riguardo la direzione intrapresa e alla frenesia che avvolge la società.

Così come la consapevolezza dell’importanza di nutrirsi bene è aumentata a livello sociale, favorendo il sorgere di gruppi di acquisto solidale e la crescita dell’agricoltura biologica, ci auguriamo che anche la consapevolezza dell’importanza di costruire con materiali naturali venga interiorizzata e divenga cultura collettiva, pratica comune, per un’ Architettura veramente in armonia con i luoghi, con le persone e con la natura.

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Costruire con materiali naturali è un processo sereno e salutare, è una metodologia che va al di là della sofisticazione spinta a cui siamo educati, è un ritorno al buon senso, quello che sta a monte di ogni educazione; progettarsi una casa in materiali naturali, è un progetto di miglioramento personale e collettivo, da condividere con gli altri.

Tornare a ristabilire un equilibrio fra ciò che la natura ci offre e ciò che consumiamo è l’unica strada praticabile per una vita più serena; tornare a vivere circondati da paglia, terra o canapa, legno o calce, sughero o fibre naturali, liberarci da colle chimiche e derivati del petrolio è un gesto salutare di grande impatto per il nostro comfort e la nostra serenità.

Cambiare il mondo dell’edilizia è possibile ma, come tutti i cambiamenti, può avvenire solo dal basso, giorno dopo giorno, con l’impegno concreto di ognuno di noi in quanto tecnici, cittadini, amministratori.

Speriamo che il nostro contributo in prima persona, così come quello di altri tecnici e persone sensibili all’argomento, concorra ad aumentare la consapevolezza dell’importanza di costruire in maniera sana, sostenibile e sicura.

*Documento adottato e divulgato dalla Commissione Europea nel Febbario 2004 dal titolo “verso una strategia tematica sull’ambiente urbano”.

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  1. […] già trattato nel precedente articolo, circa il 40% del totale delle emissioni di Co2, il 50% del consumo delle risorse terrestri ed il […]

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